Andrea Benetti

Andrea Benetti (Bologna, 1964) è un artista visivo la cui ricerca si sviluppa attraverso pittura, fotografia, disegno, installazioni e videoarte, dando forma a un linguaggio espressivo articolato e riconoscibile. Al centro della sua indagine vi è il rapporto tra arte contemporanea e origini ancestrali dell’espressione artistica, un tema che attraversa tutta la sua produzione e che trova una sintesi teorica nel Manifesto dell’Arte Neorupestre, da lui concepito nel 2006 e presentato ufficialmente nel 2009 in occasione della 53ª Biennale di Venezia presso l’Università Ca’ Foscari.

La sua opera si fonda su una rilettura contemporanea dell’arte preistorica, intesa non come citazione ma come matrice simbolica da riattivare nel presente. Attraverso l’uso di pigmenti naturali, spezie e ossidi, e mediante figure antropomorfe e zoomorfe stilizzate accostate a geometrie astratte, Benetti costruisce un ponte tra la memoria primordiale dell’umanità e le forme visive del presente, sviluppando una poetica che dialoga con il simbolismo originario e con le nuove iconografie della contemporaneità.

Nel corso della sua carriera ha esposto in sedi prestigiose in Italia e all’estero, realizzando numerose mostre personali e partecipando a importanti esposizioni collettive. Le sue opere sono oggi conservate in rilevanti collezioni museali e istituzionali internazionali, tra cui la Collezione d’Arte delle Nazioni Unite a New York, le collezioni del Vaticano, del Palazzo del Quirinale e della Camera dei Deputati, oltre a numerosi musei e istituzioni in Europa, America e Asia.

Il suo lavoro è stato oggetto di studi e ricerche accademiche da parte di diverse università italiane, tra cui Bologna, Ferrara, Bari e Salento, e di collaborazioni con istituzioni di rilievo internazionale come la Johns Hopkins University. Questo interesse scientifico testimonia la rilevanza teorica della sua ricerca, che si colloca in un dialogo continuo tra arte, antropologia e memoria culturale.

La sua figura è inoltre riconosciuta a livello enciclopedico, con la presenza in importanti repertori come Treccani, De Agostini e WikiArt, e con una diffusione internazionale confermata dalla presenza su Wikipedia in numerose lingue. Nel 2020 gli è stato conferito il Premio Nettuno d’Oro dalla città di Bologna, a riconoscimento del valore e dell’originalità del suo contributo alla cultura contemporanea.

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